Radiosinoviortesi

E’ una procedura terapeutica di comprovata efficacia nel trattamento dei processi flogistici articolari, che ben si pone tra la terapia sistemica e quella chirurgica. Si basa sull’iniezione intra-articolare di radionuclidi, la cui emissione corpuscolata è in grado di ridurre i processi flogistici della sinovia articolare.

Caratteristiche tecniche

Radiofarmaco

colloidi di 90Y- citrato
 

Attività

dipende dalle dimensioni dell’articolazione, dallo spessore della sinovia, dall’entità dell’effusione, dall’attività della flogosi. Dose prevista 148-222 MBq (4-6 mCi) in 3 ml di soluzione fisiologica senza EDTA per articolazione.

 

Biodistribuzione 

i radiocolloidi penetrano nelle cellule superficiali della sinovia. La distribuzione intra-articolare e la tendenza a raggiungere per via linfatica i linfonodi regionali con i movimenti attivi o passivi dell’articolazione è inversamente proporzionale alle dimensioni delle particelle colloidali.

 

Interazioni farmacologiche

con l’EDTA presente nei mezzi di contrasto radiologici, se iniettati simultaneamente: induce separazione del radionuclide dal colloide con alterata biodistribuzione intracavitaria e aumento della dose al midollo osseo.

 

Preparazione del paziente

maging morfologico (ECO, TC, RM) dell’articolazione per valutare lo spazio interarticolare, la struttura della sinovia, la quantità dell’effusione, la presenza di saccature. Si deve valutare la potenziale distribuzione omogenea del radiofarmaco. Scintigrafia ossea trifasica con acquisizioni mirate delle articolazioni interessate per valutare lo stato dei tessuti molli ed il grado di attività dell’infiammazione (fasi 1 e 2 dell’indagine).

 

Via e modalità di somministrazione:

asetticità, anestesia locale, aspirazione di eventuale versamento, accurata somministrazione del radiofarmaco nello spazio intra-articolare con somministrazione anche di corticosteroidi (in genere al termine della procedura); dopo la somministrazione, lavaggio dell’ago con soluzione fisiologica (circa 10 cc). E' molto importante mantenere l'articolazione immobilizzata per almeno 72 ore. Il trattamento può essere ripetuto nella stessa articolazione dopo sei mesi.

In genere si pratica il venerdì. Il Lunedi successivo il Paziente si deve recare al D.H. di Reumatologia per la visita di controllo e la rimozione della medicazione.

 

Effetti collaterali

sinovite con effusione flogistica (30% dei soggetti) della durata di alcuni giorni, febbre modesta (<38°), reazioni allergiche (rare), necrosi da radiazioni nel canale d’instillazione o nei tessuti periarticolari (rara).

 

Monitoraggio e follow-up

Valutazione clinica del paziente consigliata a 1-2-6-12 mesi con esame fisico dell’articolazione, valutazione degli indici ematologici e biochimici, scintigrafia ossea trifasica al 6° mese, imaging morfologico dell’articolazione.

 

Il trattamento è giustificato se rispetta le seguenti indicazioni cliniche 

  • Artrite reumatoide con effusione articolare persistente

  • Altre artriti flogistiche

  • Sinovite pigmentaria villo-nodulare

  • Artropatia emofilia

  • Artropatia cronica da pirofosfati

  • Effusione persistente dopo procedure chirurgiche del ginocchio

  • Artropatia riattivata.


Ultimo aggiornamento: 18/01/2016