31/01/15 - Inaugurato al Santa Maria Nuova il True Beam STx 2.0, il più innovativo acceleratore lineare presente in Italia

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Sabato mattina il taglio del nastro con le Autorità e la Cittadinanza nella sede della Radioterapia Oncologica

Reggio Emilia, 31 Gennaio 2015

L’Assessore regionale alle politiche per la salute Sergio Venturi: “Qui si avverte il significato di appartenere ad una comunità”. Il direttore generale Ivan Trenti: “Un importante miglioramento tecnologico a servizio della salute”  
Nel pomeriggio le èquipe dei Reparti di Radioterapia Oncologica, Medicina Nucleare e Fisica Medica hanno aperto le porte ai visitatori offrendo l’occasione per conoscere le complesse tecnologie e le competenze che caratterizzano i percorsi di diagnosi e cura in queste specialità. É stata questa la prima giornata di celebrazione del Cinquantenario del Santa Maria Nuova prevista in calendario 


Il nuovo acceleratore lineare per terapia con fotoni True Beam STx 2.0 installato nella Struttura di Radioterapia Oncologica dell’IRCCS di Reggio Emilia è stato inaugurato questa mattina alla presenza dell’Assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi, del Vicesindaco del Comune di Reggio Emilia Matteo Sassi, del Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi oltre che di molti operatori dell’Ospedale, cittadini e volontari.
  
È questa una delle apparecchiature più avanzate presenti sul mercato mondiale, il primo presente in Italia e tra i primi esemplari installati in Europa.
  
Per le sue caratteristiche tecniche è la apparecchiatura ideale per eseguire trattamenti a elevata complessità in cui è necessario somministrare alte dosi di terapia radiante in sedi anatomiche non operabili e difficilmente raggiungibili, risparmiando i tessuti sani.
Per merito di questa capacità di precisione possono essere erogati trattamenti mirati ed altamente concentrati in tempi ridotti e con un numero di sedute sensibilmente inferiore a quanto sinora era possibile.
 
Prodotto dalla californiana Varian Medical System, l’acceleratore è dotato di potenti sistemi di acquisizione e visualizzazione delle immagini. È questo un requisito fondamentale nella erogazione del fascio radiante sia quando il bersaglio da trattare è statico che quando è reso mobile dalla respirazione del paziente. Accade nelle neoplasie soggette al movimento quali sono quelle che possono interessare l’area polmonare e addominale.
 
La nuova macchina si integra perfettamente con le apparecchiature già in dotazione al Reparto di Radioterapia e permetterà l’attivazione di nuovi trattamenti di tipo radio-chirurgico da realizzarsi nell’arco di una o poche sedute anziché protrarsi per diverse settimane.
Per la sua versatilità il TrueBeam  potrà essere utilizzata per trattare patologie oncologiche che interessano  tumori localmente avanzati e non operabili del fegato, del polmone, del pancreas e del sistema nervoso centrale.
 
“Si potranno ottenere terapie efficaci e sicure in una sola o poche sedute anziché in 20-30 o anche più” ha commentato con soddisfazione Cinzia Iotti, Direttore della S.C. di Radioterapia Oncologica “I primi trattamenti su pazienti saranno erogati da metà febbraio”.
 
L’apparecchiatura, il cui costo complessivo è di 3,6 milioni di euro, è stata acquisita con il contributo fondamentale della Fondazione Manodori, che ha erogato 1,5 milioni di euro nel corso dell’ultimo triennio e di APRO Onlus (già Ascmad Pro-ra) che ha sostenuto il progetto con la campagna benefica “Io ci credo” donando all’Ospedale la somma di 0,5 milioni di euro.
Il finanziamento ministeriale pari a 1,6 milioni di euro, collegato ad un progetto di ricerca sui tumori cerebrali selezionato per il Bando in Conto Capitale 2012, ha reso possibile coprire l’intero costo dell’investimento.
 
Ringraziando coloro che hanno reso possibile realizzare il progetto di innovazione, il Direttore generale Ivan Trenti ha espresso soddisfazione: “La tecnologia acquisita rappresenta un importante miglioramento della dotazione tecnologica a servizio della comunità. Le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Manodori e dalla Onlus Ascmad Pro-ra” ha puntualizzato Trentipermettono di assicurare un miglioramento rispetto allo standard che, di norma, deve essere garantito dalle gestioni aziendali. Così è avvenuto nel 2008 con la donazione della Tomotherapy, così avviene oggi”.
Il presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi ha dichiarato di sentirsi vicino all’Arcispedale nella celebrazione di questo importante traguardo: “Siamo orgogliosi del livello di innovazione e di servizio al paziente che viene riconosciuto al nostro ospedale. La Fondazione ha accompagnato, dagli anni Novanta a oggi, la crescita e la qualificazione dei servizi e delle strutture e ha sostenuto progetti pluriennali per l’installazione di attrezzature di elevata tecnologia per la diagnosi e la cura, come Pet, Ciclotrone e Tomotherapy, e di recente ha contribuito alla realizzazione del nuovo Centro Onco-Ematologico. Non potevamo quindi far mancare il nostro supporto all’acquisizione del nuovo Acceleratore Lineare per la Radioterapia”.
Ha ringraziato tutti i reggiani che hanno contribuito alla raccolta fondi il Presidente di APRO Onlus Giovanni Fornaciari: “In questi anni abbiamo lavorato con il grande impegno dei nostri volontari, dei nostri sponsor, dei nostri testimonial e di tutti gli amici che ci sono sempre vicini”. “Il progetto - ha sottolineato - è stato possibile grazie al piccolo e grande contributo di tutti; la solidarietà paga e su questo noi dovremo sempre contare”.
L’intervento dell’Assessore Venturi ha concluso la parte illustrativa, rimarcando il valore di un risultato ottenuto grazie alla forza di coesione di una intera comunità.
 
La giornata inaugurale è proseguita nel pomeriggio con l’iniziativa di Open day nei reparti di Radioterapia Oncologica, Medicina Nucleare e Fisica Medica che hanno aperto le porte ai visitatori offrendo un’occasione per conoscere le complesse tecnologie e le competenze che caratterizzano i percorsi di diagnosi e di cura di queste specialità. La giornata si è conclusa con l’esibizione del gruppo vocale dei Veravox (www.veravox.it).
 
L’Ufficio Stampa
   
APPROFONDIMENTI 
 

Il true beam STx 2.0 della Varian Medical System 

L’acceleratore dispone di un nuovo sistema per l’acquisizione delle immagini sia prima che durante l'erogazione del fascio radiante.  Il rivelatore che riceve e ricostruisce le immagini della parte anatomica del paziente soggetto al trattamento ha una risoluzione che permette l’ulteriore definizione dei particolari. Una componentistica elettronica di ultima generazione, inoltre, assicura migliori performance del sistema in termini di velocità di controllo ed affidabilità  e pone nelle condizioni di usufruire per lungo tempo dei software più evoluti che Varian  svilupperà per le proprie unità radianti.
L’acceleratore è completo di lettino robotizzato con sei gradi di movimento controllato in remoto dalla consolle di comando per la correzione del posizionamento del paziente. La disponibilità della nuova versione software (2.0), che potenzia la gestione e la movimentazione integrata dell’intero sistema di trattamento, trasforma il TrueBeam STx 2.0 in una piattaforma completamente digitale e robotizzata.
A livello logistico, il minor ingombro della macchina, caratteristica che distingue il modello avanzato, rende più agevole il lavoro di chi opererà all'interno della sala, soprattutto nelle procedure di manutenzione. L’armadio di controllo posto all’interno della sala di terapia, di dimensioni più piccole rispetto ai modelli precedenti e con componentistica elettronica di ultima generazione, rappresenta un ulteriore vantaggio. 
 

Il progetto del nuovo acceleratore per la Radioterapia del Santa Maria Nuova

L’acquisto della nuova apparecchiatura, che ha comportato un investimento pari a 3,6 milioni di euro, era partito a inizio 2011 con un quadro dei finanziamenti incerto. Decisivo per la riuscita dell’operazione è stato il sostegno della Fondazione Manodori, con una erogazione di  risorse pari a 1,5 milioni nell’arco di un triennio, e di APRO Onlus (Ascmad - Pro.ra). che, con la campagna di raccolta fondi denominata “Io ci credo”, animata da quattro testimonial di eccezione, ha raccolto la somma di 0,5 milioni. Ulteriore impulso è stato dato dall’assegnazione da parte del Ministero della Salute di una somma pari a € 1,6 milioni di euro in esito alla partecipazione del Santa Maria Nuova al Bando per il Conto Capitale 2012. Il progetto di ricerca che è stato presentato al Bando e che ha superato la selezione è dedicato alla terapia combinata su pazienti con tumore cerebrale in fase avanzata per il cui sviluppo è fondamentale l’impiego di un acceleratore lineare di ultima generazione.
 

L’attività della Struttura Complessa di Radioterapia 

Nel 2013 la S.C. di Radioterapia Oncologica ha eseguito 1.433 cicli di radioterapia con alte energie (Acceleratori Lineari, Tomoterapia e IORT) e 239 cicli di radioterapia con ortovoltaggio (Roentgenterapia). In ambito ginecologico sono state trattate con brachiterapia endocavitaria (High Dose Rate) 34 pazienti. Sono stati inoltre trattati 6 pazienti con brachiterapia vascolare. Tutti i trattamenti effettuati con alte energie sono stati ad alto livello di complessità, come definito dalla classificazione dell’Istituto Superiore di Sanità (rapporto 02/20). In particolare, il grado più elevato di complessità (corrispondente alla categoria D) ha contraddistinto il 41.9% delle terapie somministrate. Il raggiungimento di tali livelli è stato possibile grazie alla forte interazione con il Servizio di Fisica Medica diretto dal dr Mauro Iori.
La SC di Radioterapia costituisce un polo di attrazione per i trattamenti con alte energie: nel 2013 i piani di trattamento eseguiti per pazienti provenienti da altre ASL della regione ed extra-regionali hanno rappresentato il 18% del totale.
Rimane elemento caratterizzante l’attività del Reparto l’impiego dell’imaging multimodale (TC/PET e RM) per la definizione del volume bersaglio e la ottimizzazione del piano di trattamento. In particolare, la stretta collaborazione con il Reparto di Medicina Nucleare ha portato, già dal 2003, all’introduzione routinaria dell’imaging PET nella pianificazione dei trattamenti complessi, primi fra tutti quelli per neoplasie del testa-collo e del polmone. Con la medesima finalità di guadagnare in accuratezza nella definizione del target, nell’anno 2013 si è avuto un incremento del 25% dell’impiego del mezzo di contrasto iodato nella esecuzione della TC di pianificazione.
 

L’integrazione tra la Fisica Medica e la Radioterapia 

La Fisica Medica è un servizio di supporto per molte unità aziendali che si collocano all’interno e all’esterno dell’IRCCS. Tra questi vi è un rapporto speciale con la Radioterapia, i cui trattamenti vedono i fisici dell’Ospedale direttamente coinvolti. Il medico radioterapista, infatti, definisce il volume bersaglio da trattare avvalendosi di tutte le informazioni anatomiche e funzionali che le diverse modalità di imaging (TC, RM, PET) possono fornire e stabilisce i livelli di dose da somministrare, non solo sul tumore ma anche sui tessuti sani adiacenti. Il ruolo della Fisica Medica, attraverso sistemi di calcolo dedicati e sistemi esperti,  è quello di studiare la migliore soluzione possibile per soddisfare la prescrizione fatta dal medico radioterapista.  La Fisica  è coinvolta in altri importanti passaggi del  percorso radioterapico che costituiscono una parte fondamentale dei sistema di assicurazione di qualità: l'elaborazione avanzata dei dati dell'imaging, la caratterizzazione dosimetrica delle apparecchiature, la valutazione e la verifica dosimetrico-radiobiologica del trattamento.
 

FONDAZIONE MANODORI 

Innovazione tecnologica e servizio al paziente
La Fondazione Manodori ha accompagnato la sanità reggiana sulla strada dell’innovazione, della ricerca e del servizio alla persona. In quest’ottica, ha contribuito con continuità all’innovazione e al miglioramento delle strutture e delle attrezzatture, ritenendolo un servizio fondamentale per tutta la nostra comunità. Ha inoltre sostenuto la formazione e l’aggiornamento del personale e l’ottimizzazione del servizio al paziente. Dagli anni Novanta ad oggi, ha erogato sette milioni di euro a favore dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, sostenendo con investimenti biennali e triennali l’installazione di strumenti diagnostici di nuova generazione, come Pet e Ciclotrone, e di tecnologia avanzata, come la Tomoterapia. Di recente, ha contribuito per la realizzazione del nuovo Centro Onco-Ematologico. Di rilievo, il progetto pluriennale per l’acquisizione dell’Acceleratore Lineare per il trattamento delle patologie oncologiche che candida, ancora una volta, l’ospedale cittadino come polo di riferimento in quest’ambito anche a livello regionale e nazionale. Insieme ad altri soggetti pubblici e privati, la Fondazione sta inoltre sostenendo la realizzazione dell’Ospedale della Donna e del Bambino, un centro specializzato in ambito neonatale, pediatrico, ostetrico e ginecologico di grande valenza sociale e sanitaria. La Fondazione è particolarmente attenta ai bisogni e alle urgenze nel settore della salute pubblica, in primo luogo alle necessità delle fasce più deboli della popolazione. L’ente assicura un sostegno costante ad associazioni di volontariato che operano nelle strutture pubbliche al servizio del malato, integrando il lavoro degli operatori sanitari e di altre istituzioni, lungo un percorso teso a tutelare il diritto di tutti all’accesso ai servizi sanitari.
ricerca e prevenzione
La ricerca in ambito sanitario è indispensabile per la prevenzione, la diagnosi precoce delle malattie e all’applicazione di terapie adeguate e la Fondazione Manodori non ha mai smesso di accompagnare studi e ricerche finalizzate, in particolare, ad indagare patologie rare o particolarmente insidiose e a favorire lo scambio di esperienze e di informazioni, progetti specifici di medici e personale specializzato dei diversi reparti dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.
 

ASCMAD PRORA 

Dal 2010 al 2013  l’Associazione Ascmad Prora, ora APRO Onlus, si è impegnata in una raccolta fondi dedicata al progetto “Nuovo acceleratore lineare per la Radioterapia”. La raccolta era sostenuta dalla campagna pubblicitaria “IO CI CREDO!”, creata dallo studio reggiano BonaciniIdea e finanziata da CARIPARMA Credit Agricole. Tale campagna, prima ed ancora unica forma pubblicitaria legata ad una Onlus, ha avuto come testimonials quattro famosi personaggi reggiani, scelti come eccellenze nelle loro discipline, per rappresentare “l’eccellenza della cura” a Reggio Emilia: Carlo Ancelotti, Stefano Baldini, Orietta Berti e Andrea Griminelli. Numerosi sono stati gli eventi che la Onlus ha organizzato in nome di” IO CI CREDO!”, al fine di sostenere il progetto. La cittadinanza , aziende ed enti pubblici e privati, hanno contribuito credendo fermamente ed impegnandosi al raggiungimento del grande obiettivo ed il risultato di questo straordinario impegno e della grande solidarietà è ora una realtà, una eccellenza tangibile. La promessa della Onlus, come sempre, è stata mantenuta. 
 
Ultimo aggiornamento: 09/02/2015