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Che cos’è il linfonodo sentinella nel tumore della mammella?
E’ il 1°  linfonodo che riceve la linfa direttamente dalla regione mammaria in cui è presente la lesione tumorale. 
 
Come viene individuato?
Viene individuato iniettando in sede peritumorale piccolissime particelle marcate con una sostanza radioattiva, che vengono veicolate nel sistema linfatico; eseguendo poi una rilevazione scintigrafica si può localizzare la sede anatomica del linfonodo che ha captato la sostanza iniettata.
L’inoculo del radiofarmaco è perilesionale, guidato dalla palpazione del nodulo, dall’ecografia o dalla mammografia.
In alternativa al radiofarmaco, può essere iniettato, nella stessa sede, un colorante ed il chirurgo dovrà individuare il linfonodo colorato.
Il tracciante radioattivo dà comunque  maggiori garanzie di successo della tecnica con colorante.
Queste sostanze servono quindi per individuare la via linfatica efferente della zona interessata dal tumore e il 1° linfonodo (linfonodo sentinella). Le vie linfatiche di un territorio possono essere anche due o tre, con il rilievo, per ciascuna via,  di uno o più linfonodi che ricevono la linfa dal tumore; questi vanno asportati e controllati con l’esame istologico per verificare se sono interessati da cellule tumorali.
 
Quando viene eseguita questa metodica?
La linfoscintigrafia può essere eseguita il giorno precedente l’intervento oppure il giorno stesso (almeno due ore prima dell’intervento).
A distanza di circa 1 ora dall’inoculo del radiofarmaco, vengono registrate le immagini del linfonodo sentinella che ha captato il radiofarmaco, che verrà poi localizzato sulla cute tramite un repere cutaneo con marker indelebile. In caso di lenta progressione della linfa e quindi di ritardata visualizzazione del linfonodo sentinella, l’esame può essere protratto fino a 4-5 ore dopo l’iniezione del radiofarmaco.
 
A cosa serve l’esame del linfonodo sentinella?
Questa metodica  è stata introdotta in alternativa allo svuotamento ascellare nei tumori infiltranti di dimensioni inferiori o uguali ai 3 cm e senza linfonodi sospetti alla visita clinica o all’ecografia.
Il linfonodo sentinella viene esaminato nel corso dell’intervento: solo se  è interessato dal tumore, deve essere eseguito successivamente lo svuotamento ascellare.
 
Se il linfonodo sentinella risulta negativo, significa che sono negativi anche tutti gli altri linfonodi ascellari?
Se il linfonodo sentinella non è interessato da cellule tumorali è poco probabile che siano interessati gli altri linfonodi. Solo il 5-10 % dei casi ci può essere un salto del linfonodo sentinella da parte delle cellule tumorali; per questo motivo le donne con linfonodo sentinella negativo che non fanno lo svuotamento ascellare, debbono eseguire, oltre alla mammografia e all’ecografia mammaria annuali, anche periodicamente l’ecografia del cavo ascellare in questione.
 
Perché è importante conoscere la situazione del linfonodo sentinella?
L’asportazione dei linfonodi sentinella ed il loro esame istologico servono a documentare se è presente un loro interessamento neoplastico; questo dato è molto importante  per la scelta della terapia medica e/o radioterapica, che eventualmente dovrà essere eseguita dopo l’intervento.
Inoltre l’asportazione dei linfonodi contenenti cellule tumorali migliora la possibilità di guarigione e di efficacia del trattamento stesso.
 
E’ un’indagine pericolosa? Questa metodica può essere eseguita in gravidanza?

Non sono noti effetti collaterali legati alla somministrazione della sostanza radioattiva iniettata, né rischi correlati all’irradiazione e inoltre, poiché la radioattività è molto ridotta ed il farmaco è iniettato localmente (quindi non entra in circolo), l’indagine può essere effettuata con sicurezza anche in corso di gravidanza; comunque eventuali decisioni relative alla gravidanza non devono risentire dell’esecuzione  di questo esame.

 

 
Ultimo aggiornamento: 09/03/2011