Cirrosi epatica

Che cos’è la cirrosi?

Qual è l’incidenza di cirrosi?

Quali sono le cause più frequenti della cirrosi?

Esistono sintomi specifici della cirrosi?

Quali sono le complicanze della cirrosi?

Quanto è frequente l’epatocarcinoma?

L’epatocarcinoma può essere curato?

Quali indagini vanno effettuate nella cirrosi?

Quali farmaci deve assumere il paziente con cirrosi?

Quali farmaci è meglio non assuma il paziente con cirrosi?

E’ necessaria una dieta particolare?

Quando pensare ad un trapianto?

Consigli pratici


 

Che cos’è la cirrosi

La cirrosi epatica è una malattia caratterizzata dalla distruzione di una parte consistente delle cellule del fegato, con la loro sostituzione ad opera di tessuto fibroso simile a quello costituente le cicatrici e completo sovvertimento dell’architettura. Il fegato diviene un organo duro a superficie irregolare, inizialmente di volume aumentato (epatomegalia), ma con tendenza a rimpicciolirsi nel tempo per sostituzione progressiva della parte  funzionante (epatociti) con  il tessuto fibroso.
 

Qual è l’incidenza della cirrosi?

In Italia, vi sono circa 30-60 casi di cirrosi per 100.000 abitanti /anno, corrispondenti ad un totale di 26.000 nuovi casi per anno. La  mortalità per cirrosi è di  34 casi ogni 100.000 abitanti, ampiamente superiore a quella di altri paesi industrializzati, quali Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone (7-8 decessi per 100.000 abitanti).
 

Quali sono le cause più frequenti di cirrosi?

Nel nostro paese, le cause più comuni della cirrosi epatica sono: le epatiti virali croniche (epatite B o epatite C) ed il consumo eccessivo di alcool (cirrosi post-etilica). L’Epatite C da sola o in combinazione con alcool ed  epatite B è presente nel 72.1% dei casi.  Alcune forme di cirrosi sono dovute a malattie genetiche che determinano un accumulo nel fegato di alcuni minerali, come il rame o il ferro o a meccanismi autoimmuni. In alcuni casi la causa della cirrosi epatica può rimanere sconosciuta (cirrosi criptogenetica).
 

Esistono sintomi specifici della cirrosi?

La cirrosi epatica può decorrere per lungo tempo senza sintomi specifici. La diagnosi può essere difficile da fare in quanto l’esame clinico può non aiutare e le analisi del sangue non sempre forniscono informazioni sullo stato funzionale del fegato. Può essere di aiuto conoscere le abitudini alimentari (ad es. consumo di alcolici), quali farmaci vengono assunti e  se esistono malattie epatiche tra i famigliari. E’ in questa fase definita della “cirrosi compensata”,  che andrebbe posta la diagnosi, perché è  più facile trattare le cause e bloccare l’evoluzione della malattia. La diagnosi di cirrosi è invece semplice quando iniziano a comparire le complicanze della malattia. L’intervallo di tempo che intercorre tra la diagnosi e la comparsa delle prime complicanze è variabile, ma spesso di diversi anni.
 

Quali sono le complicanze della cirrosi?

Le complicanze principali sono:

  • la formazione e la rottura di varici esofagee (sanguinamento intestinale) 
  • la formazione di edemi ed ascite
  • la comparsa di encefalopatia epatica
  • la comparsa di  tumore primitivo del fegato (epatocarcinoma)

Negli ultimi decenni, si è assistito ad aumento della vita media del cirrotico e ad un  innalzamento  dell’’età media del decesso, che è dovuto attualmente soprattutto all’epatocarcinoma.
 

Quanto è frequente l’epatocarcinoma?

Circa il 3% ogni anno dei soggetti affetti da cirrosi epatica sviluppa un tumore del fegato. Questa percentuale aumenta nelle forme correlate all’infezione dal virus dell’epatite virale C. L’epatocarcinoma può essere però precocemente identificato e curato mediante programmi di sorveglianza con effettuazione sistematica del  dosaggio dell’alfa-fetoproteina e di ecografia epatica ogni 6 mesi. Questo consente di identificare tumori molto piccoli (meno di 3 cm) che possono essere curati.
 

L’epatocarcinoma può essere curato?

E’ attualmente possibile effettuare diversi tipi di trattamento:

  • il trapianto di fegato (vedi paragrafo: quando pensare a un trapianto)
  • la rimozione chirurgica (per lesioni isolate piccole e superficiali)
  • l’iniezione di alcool nel tumore (alcolizzazione)
  • la rimozione del tumore mediante calore (termoablazione)
  • l’infusione di farmaci anti-tumorali (chemioembolizzazio
E’ il medico specialista che sceglie il trattamento più appropriato per il paziente.

Presso l’Unità Operativa di Malattie Infettive di Reggio Emilia è possibile effettuare sia l’alcolizzazione che la termoablazione mediante radiofrequenza.

Quali indagini vanno effettuate nella cirrosi?

Vanno effettuati:

  • ogni 4-6 mesi, esami ematici, per valutare la funzionalità epatica: bilirubina, transaminasi, fosfatasi alcalina, gamma GT, attività protrombinica.
  • ogni 6 mesi,  alfa-1-fetoproteina ed l’ecografia epatica per la sorveglianza dell’epatocarcinoma.
  • ogni 1-2 anni, l’endoscopia delle prime vie digerenti (esofagogastroscopia)  per ricercare la presenza di varici esofagee e valutare il loro  rischio di sanguinamento.
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Quali farmaci deve assumere un paziente con cirrosi?

L’assunzione di farmaci è indicata per trattare le complicanze della cirrosi.

  • Se compaiono rigonfiamento delle caviglie (edemi) e dell’addome (ascite), va impostata una dieta povera di sale e vanno prescritti diuretici. L’assunzione di questi farmaci rende necessario il controllo periodico di alcuni esami del sangue.  
  • Per ridurre il rischio di sanguinamento o per impedire il ripetersi di una emorragia digestiva, vengono prescritti farmaci (beta-bloccanti) che riducono la pressione del sangue nelle varici  esofagee. L’assunzione di questi farmaci non deve essere mai interrotta bruscamente. Le varici esofagee possono essere trattate anche con la legatura per via endoscopica.

Quali farmaci è meglio non assuma un paziente con cirrosi?

E’ importante sapere che vi sono dei farmaci che possono essere pericolosi e che non devono mai essere presi senza consulto preventivo con un medico:

  • gli anti infiammatori non steroidei  (FANS)
  • il paracetamolo a posologia >  2 gr/die.
  • la teofillina ed alcuni antibiotici
  • sedativi, sonniferi, tranquillanti, barbiturici
  • anticoagulanti ed ormoni
Gli estratti di fegato  sono inutili; i prodotti di erboristeria sono inefficaci  e talvolta dannosi e tossici.
In linea generale, l’esistenza di una malattia cronica di fegato  deve rendere molto prudenti nell’assunzione di farmaci. La maggior parte dei farmaci viene metabolizzata dal fegato e nel paziente con cirrosi gli effetti sono spesso alterati. Alcuni farmaci sono meno attivi, mentre altri divengono più attivi e possono determinare effetti indesiderati. Ad esempio, un  semplice sonnifero può indurre la comparsa di coma, un analgesico preso per il mal di denti può determinare una emorragia.

 

E’ necessaria una dieta particolare nel cirrotico?

In linea di massima è necessario limitare l’introduzione di zuccheri semplici, talvolta quella di proteine (formaggio e carne) e di liquidi. Una dieta con apporto proteico definito va effettuata solamente in chi presenta ricorrenti episodi di encefalopatia epatica. In tutti i casi, va sospesa l’introduzione di alcol, sotto qualsiasi forma (vino, birra, liquori, etc) e quantità ed il  fumo in quanto, favorendo lo sviluppo della fibrosi, svolgerebbe ruolo negativo sulla evoluzione della malattia epatica.
 

Quando pensare ad un trapianto?

Il trapianto di fegato in elezione in pazienti adulti può essere considerato nei seguenti casi:

  • Cirrosi epatica di qualsiasi eziologia, quando la malattia ha distrutto la maggior parte del fegato ed ha determinato complicazioni a rischio di vita per il paziente.
  • Cirrosi da colestasi croniche (Cirrosi Biliare Primitiva, Colangite sclerosante) con grave peggioramento della qualità di vita (prurito intrattabile) o comparsa di indici prognostici di rapida progressione di malattia.
  • Epatocarcinoma, se nodulo unico < 5 cm o noduli multipli < 3 di numero e di diametro massimo di ogni nodulo di 3 cm, in assenza di invasione vascolare e di metastasi extraepatiche. Tali criteri possono essere raggiunti anche con trattamenti loco-regionali del tumore (chemioembolizzazione, alcolizzazione o termoablazione ).

La valutazione per la messa in lista di  trapianto epatico deve essere effettuata in un centro specializzato. Se possibile, deve essere eliminata  la malattia che ha determinato la cirrosi. In caso di alcolismo il paziente deve essere astinente (non assumere più alcolici)  da molti mesi.
Il paziente sottoposto a trapianto dovrà sottoporsi a controlli periodici ed a trattamento continuativo con farmaci antirigetto.
 

Consigli pratici

Sicurezza sociale
Le analisi (esami di sangue, ecografia, endoscopia digestiva) e le cure per la  cirrosi sono  esenti dal pagamento ticket.
 

Denti
Vanno mantenuti in buon stato, per evitare infezioni generalizzate da  microrganismi presenti in bocca, favorite anche dalle diminuzione delle difese immunitarie presenti nel cirrotico. E’ necessario segnalare al dentista di essere affetti da malattia di fegato, per la possibile presenza di anomalie della coagulazione e per evitare che vengano somministrati farmaci controindicati, come gli  anti infiammatori non steroidei.

Guida dell’automobile
La cirrosi può rallentare i riflessi nella metà dei casi. E’ necessaria una grande prudenza nella guida dell’auto. In presenza di disturbi di coscienza (encefalopatia epatica) è controindicato guidare.

Lavoro
In presenza di una iniziale compromissione epatica può essere continuato, anzi, va incoraggiato un lavoro non pesante. Se presente grave compromissione si consiglia l’astensione dal lavoro.

Viaggi
Non è controindicato andare in aereo o in alta montagna. Se presenti varici esofagee a rischio di sanguinamento, non vanno effettuati viaggi lunghi, specie in aree a basso livello sanitario.  Sono fortemente raccomandate le vaccinazioni contro l’epatite A e B. Non è controindicata la profilassi della malaria

Attività fisica
E’ permessa una attività fisica non impegnativa  e regolare. Per contro, sono sconsigliati sforzi fisici ( ad es. sollevamento di mobili o di pesi importanti)  che aumentino la pressione intratoracica, soprattutto se presenti varici esofagee.

Attività sessuale
E’ poco o nulla compromessa nelle forme iniziali di cirrosi. In caso di cirrosi avanzata si osserva invece impotenza nell’uomo e amenorrea nella donna. Questi disturbi quando compaiono vanno segnalati al medico.

In caso di ernia ombelicale
E’ necessario portare una fascia. La pelle che ricopre l’ernia, estremamente fragile, va protetta con un tessuto delicato. E’ necessario consultate con urgenza un medico in caso  di infiammazione della pelle che ricopre l’ernia o di comparsa di dolore addominale intenso. 

In caso di alterazioni circolatorie agli arti inferiori
Anche la cute delle gambe è generalmente molto fragile nel cirrotico. Una cattiva cicatrizzazione dopo piccolo traumatismo può provocare una ulcera cronica. E’ necessario avere una buona igiene, evitare minimi traumi (ad es. durante il giardinaggio), disinfettare e ricoprire bene le ferite.

Vaccinazioni
La vaccinazione contro l’epatite A e B è fortemente raccomandata, in assenza di marcatori di  pregresso contatto con questi virus. Sono consigliate le vaccinazioni anti-influenzale e anti-pneumococcica. Altre vaccinazioni vanno effettuate se presenti  particolari esposizioni (lavoro, viaggi) dopo essersi consultati con il proprio medico o lo specialista.

 

Ultimo aggiornamento: 09/03/2009