Progetti aziendali
Nel corso del 2006 l’Azienda S. Maria Nuova si è posta tra gli altri, obiettivi di qualità della relazione con i cittadini, di appropriatezza delle prestazioni e adeguamento dell’organizzazione alle indicazioni contenute nelle linee di indirizzo regionali.
Questi obiettivi sono stati perseguiti attraverso un maggiore coinvolgimento dei professionisti e degli operatori nella partecipazione alle scelte aziendali, in particolare con la ridefinizione della composizione del Collegio di Direzione, nuovo organo aziendale, associando un crescente impegno finanziario ed economico, in un contesto generale di risorse comunque limitate.
La qualità delle relazioni con i cittadini si è concretizzata nella riorganizzazione dell’area di accesso ed accoglienza, con i nuovi servizi di ristoro e svago collocati nell’atrio, nella rideterminazione dei percorsi e dei flussi interni e la sperimentazione dei punti informativi per pazienti e familiari, che con i punti URP, qualificano l’offerta informativa.
L’appropriatezza delle prestazioni è stata perseguita attraverso la realizzazione di un crescente livello di sicurezza della struttura, dell’organizzazione e dei flussi documentali clinici.
La sicurezza ospedaliera è stata documentata e tracciata nel Piano Programma del controllo del Rischio, la prosecuzione del percorso di accreditamento dei Dipartimenti e la certificazione di altri servizi si supporto, la riorganizzazione dell’assetto organizzativo delle Strutture e delle aree di supporto, così come illustrato nell’Atto Aziendale 2007. Il sistema della sicurezza trova ampio supporto in tutti nuovi sistemi informatici di datawarewhouse clinici di laboratorio, radiologici, anatomopatologici, endoscopici che garantiscono la tracciabilità e la fruibilità dei dati clinici per i 45.000 degenti, i 75.000 cittadini che hanno utilizzato le strutture in Emergenza Urgenza e i coloro che hanno richiesto le circa 3.605.062 di prestazioni ambulatoriali erogate nel 2006. La sicurezza e fruibilità dei dati clinici è stata ulteriormente qualificata dalla possibilità di orientare l’attività clinica attraverso un confronto con dati scientifici evidence-based, mediante l’accesso dalle 3500 postazioni informatiche alle banche dati scientifiche ed alle 1800 riviste a disposizione dei professionisti.
La qualità delle prestazioni ed in particolare la loro appropriatezza è stata ricercata soprattutto nelle fasi di “assessment” ed utilizzo delle nuove tecnologie rese operative nel 2006 come la TC-PET, la TAC 64 strati, l’angiografo per la sala di emodinamica cardiologica ed interventistica vascolare, delle nuove metodiche di determinazione biomolecolare e genomica in ambito laboratoristico.
All’appropriatezza della singola prestazione si è cercato di associare una migliore fruibilità di altre, in particolare quelle ad alti flussi di accesso, con l’attivazione dell’accesso diretto ai prelievi di laboratorio, che raggiungono un numero giornaliero di 300 nuovi accessi, la riorganizzazione dell’urgenza ambulatoriale pediatrica e la collocazione degli ambulatori nel Pronto Soccorso e la sua connessione con le altre funzioni diagnostiche e di consulenza specialistica di supporto. L’appropriatezza è stata ulteriormente migliorata attraverso il sostegno ai percorsi clinici integrati in ambito oncologico attivando altri percorsi in ambito ginecologico, urologico che affiancano quelli strutturati per il trattamento del carcinoma mammario, del colon retto, del polmone, del distretto testa collo.
Le aree a maggior impatto organizzativo hanno confermato l’esigenza di un miglioramento anche della logistica e delle condizioni strutturali di alcune realtà, per cui, tra gli obiettivi di maggiore rilievo si segnalano l’Ospedale della Donna e del Bambino, per affrontare le nuove tendenze e le criticità correlate alla natalità, alle patologie perinatali e infantili, a quelle della donna nelle diverse età della vita. In parallelo si è sviluppata la progettazione di una struttura dedicata al Dipartimento Oncoematologico, collegata alla nuova ala Sud in fase di realizzazione.
Fra gli obiettivi più strettamente innovativi, vanno citati, oltre all’acquisizione ed installazione della TC-PET, l’avvio della produzione in ASMN di radiofarmaci traccianti e terapeutici, l’incremento dei farmaci biomodulatori e le attività di diagnostica biomolecolare e genomica, sia in campo oncologico, sia in campo reumatologico e vascolare, in particolare attraverso gli studi sulle vasculiti realizzati integrando tecnologie di imaging e di laboratorio, aprendo le nuove frontiere dell’imaging biomolecolare per la pratica clinica.
L’attività di innovazione e sviluppo per la clinica si è basata anche sul continuo investimento in formazione e ricerca, ma ha trovato supporto anche nelle positive relazioni con le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle province limitrofe e della regione: questo ha consentito di formare, presso il Santa Maria Nuova, oltre 500 tra nuovi laureati e specialisti, molti dei quali hanno avuto la possibilità di iniziare la loro attività professionale nello stesso ambiente ospedaliero.
L’impegno espresso nel miglioramento continuo delle prestazioni, delle innovazioni e delle relazioni ha trovato riscontro nella scelta dei cittadini di farsi assistere presso l’ASMN, anche in presenza di un’offerta sempre più ampia e diffusa in termini prestazionali, e nell’ipotesi avanzata dalle Istituzioni Regionali di costituire presso il SMN, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia.
Questi obiettivi sono stati perseguiti attraverso un maggiore coinvolgimento dei professionisti e degli operatori nella partecipazione alle scelte aziendali, in particolare con la ridefinizione della composizione del Collegio di Direzione, nuovo organo aziendale, associando un crescente impegno finanziario ed economico, in un contesto generale di risorse comunque limitate.
La qualità delle relazioni con i cittadini si è concretizzata nella riorganizzazione dell’area di accesso ed accoglienza, con i nuovi servizi di ristoro e svago collocati nell’atrio, nella rideterminazione dei percorsi e dei flussi interni e la sperimentazione dei punti informativi per pazienti e familiari, che con i punti URP, qualificano l’offerta informativa.
L’appropriatezza delle prestazioni è stata perseguita attraverso la realizzazione di un crescente livello di sicurezza della struttura, dell’organizzazione e dei flussi documentali clinici.
La sicurezza ospedaliera è stata documentata e tracciata nel Piano Programma del controllo del Rischio, la prosecuzione del percorso di accreditamento dei Dipartimenti e la certificazione di altri servizi si supporto, la riorganizzazione dell’assetto organizzativo delle Strutture e delle aree di supporto, così come illustrato nell’Atto Aziendale 2007. Il sistema della sicurezza trova ampio supporto in tutti nuovi sistemi informatici di datawarewhouse clinici di laboratorio, radiologici, anatomopatologici, endoscopici che garantiscono la tracciabilità e la fruibilità dei dati clinici per i 45.000 degenti, i 75.000 cittadini che hanno utilizzato le strutture in Emergenza Urgenza e i coloro che hanno richiesto le circa 3.605.062 di prestazioni ambulatoriali erogate nel 2006. La sicurezza e fruibilità dei dati clinici è stata ulteriormente qualificata dalla possibilità di orientare l’attività clinica attraverso un confronto con dati scientifici evidence-based, mediante l’accesso dalle 3500 postazioni informatiche alle banche dati scientifiche ed alle 1800 riviste a disposizione dei professionisti.
La qualità delle prestazioni ed in particolare la loro appropriatezza è stata ricercata soprattutto nelle fasi di “assessment” ed utilizzo delle nuove tecnologie rese operative nel 2006 come la TC-PET, la TAC 64 strati, l’angiografo per la sala di emodinamica cardiologica ed interventistica vascolare, delle nuove metodiche di determinazione biomolecolare e genomica in ambito laboratoristico.
All’appropriatezza della singola prestazione si è cercato di associare una migliore fruibilità di altre, in particolare quelle ad alti flussi di accesso, con l’attivazione dell’accesso diretto ai prelievi di laboratorio, che raggiungono un numero giornaliero di 300 nuovi accessi, la riorganizzazione dell’urgenza ambulatoriale pediatrica e la collocazione degli ambulatori nel Pronto Soccorso e la sua connessione con le altre funzioni diagnostiche e di consulenza specialistica di supporto. L’appropriatezza è stata ulteriormente migliorata attraverso il sostegno ai percorsi clinici integrati in ambito oncologico attivando altri percorsi in ambito ginecologico, urologico che affiancano quelli strutturati per il trattamento del carcinoma mammario, del colon retto, del polmone, del distretto testa collo.
Le aree a maggior impatto organizzativo hanno confermato l’esigenza di un miglioramento anche della logistica e delle condizioni strutturali di alcune realtà, per cui, tra gli obiettivi di maggiore rilievo si segnalano l’Ospedale della Donna e del Bambino, per affrontare le nuove tendenze e le criticità correlate alla natalità, alle patologie perinatali e infantili, a quelle della donna nelle diverse età della vita. In parallelo si è sviluppata la progettazione di una struttura dedicata al Dipartimento Oncoematologico, collegata alla nuova ala Sud in fase di realizzazione.
Fra gli obiettivi più strettamente innovativi, vanno citati, oltre all’acquisizione ed installazione della TC-PET, l’avvio della produzione in ASMN di radiofarmaci traccianti e terapeutici, l’incremento dei farmaci biomodulatori e le attività di diagnostica biomolecolare e genomica, sia in campo oncologico, sia in campo reumatologico e vascolare, in particolare attraverso gli studi sulle vasculiti realizzati integrando tecnologie di imaging e di laboratorio, aprendo le nuove frontiere dell’imaging biomolecolare per la pratica clinica.
L’attività di innovazione e sviluppo per la clinica si è basata anche sul continuo investimento in formazione e ricerca, ma ha trovato supporto anche nelle positive relazioni con le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle province limitrofe e della regione: questo ha consentito di formare, presso il Santa Maria Nuova, oltre 500 tra nuovi laureati e specialisti, molti dei quali hanno avuto la possibilità di iniziare la loro attività professionale nello stesso ambiente ospedaliero.
L’impegno espresso nel miglioramento continuo delle prestazioni, delle innovazioni e delle relazioni ha trovato riscontro nella scelta dei cittadini di farsi assistere presso l’ASMN, anche in presenza di un’offerta sempre più ampia e diffusa in termini prestazionali, e nell’ipotesi avanzata dalle Istituzioni Regionali di costituire presso il SMN, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia.
Ultimo aggiornamento: 16/03/2010

